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Spazio genitori bambini

• TANTE BUONE RAGIONI PER DIRE SI’ AL KARATE TRADIZIONALE PER BAMBINI

• Tuo figlio si sa difendere?

o Rafforzamento del corpo con gli esercizi di psicometricità preparatoria;

o percezione del corpo (propriocezione), con conseguente scoperta delle sue potenzialità e dei suoi limiti;

o percezione dello spazio e del rapporto tra il corpo e lo spazio. Educazione all’orientamento. Con esercizi mirati si realizza l’educazione al movimento nello spazio, allo sviluppo dell’orientamento, della coordinazione, al riconoscimento della destra e della sinistra con conseguente acquisizione della lateralità; attraverso un impegno simmetrico del corpo. Con l’educazione alla percezione del corpo (propriocezione), il bambino impara a spostare il peso da una parte all'altra del corpo, a prendere coscienza della propria forza di movimento, a saltare, cadere, abbassarsi, piegarsi lateralmente, correre, schivare. Tramite un percorso graduale avverrà l’apprendimento della capacità di direzionare un colpo con giusta distanza e tempo, a indirizzarlo verso l'avversario con controllo.

o ottenimento della fiducia in sé stessi, grazie alla presa di coscienza di sé, delle personali risorse, dell’accettazione e del superamento dei propri limiti;

o sviluppo della capacità di sapersi mettere in gioco, affrontando le difficoltà e accettando le sconfitte quale incentivo al miglioramento dei propri punti deboli;

o vittoria sulla timidezza, sulla paura, maggiore sicurezza di sé, capacità di gestione della propria esuberanza, imparando a sapersi controllare ed esprimersi. Canalizzazione positiva delle energie con conseguente riduzione dell’aggressività. In sintesi: autocontrollo;

o acquisizione e rispetto delle regole sociali, attraverso il confronto con il gruppo dei pari, importanza dei valori quali la lealtà, il rispetto, la dignità, la correttezza;

o implementazione delle capacità di concentrazione, attenzione e ascolto;

o esercizi e metodi educativi mirati alla costruzione di mappe mentali, attraverso un contesto che agevola l’attivazione di percorsi cognitivi, intrapresi da ciascun allievo per il raggiungimento di una meta. Tale contesto permette il conseguimento autonomo del risultato, tramite un sistema basato su prove ed errori. Il bambino avrà a disposizione tanti mezzi, ma mai soluzioni preconfezionate. In tal modo il raggiungimento di un risultato (riuscire a partecipare ad una gara, imparare un kata, entrare a far parte del gruppo, superare la timidezza, riuscire a domare l’irrequietezza, apprendere una sequenza) creerà una consapevolezza che costituirà un bagaglio, una risorsa per soluzioni future, dentro e fuori la palestra. Con conseguente crescita del senso di autodeterminazione, dell’attesa, del sacrificio, della costanza, della proiezione futura, della possibilità di incidere sugli eventi.

A NOI ISTRUTTORI E PRATICANTI succede spesso di sentirsi chiedere: «In caso di pericolo sei in grado di difenderti?». Domanda comprensibile visto che pratichiamo uno degli sport da combattimento più diffusi al mondo, ma è anche capitato che la domanda «Tuo figlio è in grado di difendersi?» sia stata rivolta al genitore di un nostro allievo e che l’allievo in questione avesse solo 9 anni.

Tale quesito evidenzia quanto sia poco chiaro il significato del karate non solo per gli adulti, ma anche per i più piccoli e dimostra che spesso non conosciamo i bisogni reali di un bambino e i veri pericoli dai quali dovrebbe sapersi difendere.

Se pensiamo che il rischio primario di un bambino di 9 anni sia quello di non riuscire a parare il pugno del bullo di turno, allora siamo proprio sulla strada sbagliata.

Il karate insegna ai più piccoli a difendersi dalle vere minacce di questa fascia di età: insicurezza, isolamento dai compagni, scarsa autostima, ansia da prestazione, disprezzo delle regole e mancanza di divertimento che porta all’abbandono della pratica sportiva. Detto ciò, risulta chiaro che per poter combattere questi “pericoli” non basta una parata efficace, ma servono coinvolgimento, incoraggiamento, educazione, gioco, fiducia e un profondo senso di rispetto verso tutti e verso se stessi. Solo poi, verso l’adolescenza, con la maturazione fisica e mentale, si potranno mettere in pratica più nel dettaglio le tecniche di combattimento.

Un corso di karate per bambini dai 6 ai 12 anni dà comunque un’ottima base di autodifesa che garantirà ai nostri allievi maggiore sicurezza nell’età adulta, ma ora l’attenzione nell’allenamento è rivolta soprattutto a farli crescere forti sia nel fisico sia nel carattere.

Un bambino che pratica il vero karate e che ne ha capito i valori, è un bambino che non si troverà mai in situazioni di rissa o di pericolo e che non rimarrà offeso per lo “spintone” di un compagno. Un bambino esperto di karate saprà sempre fare la scelta giusta per prevenire i pericoli o uscire da brutte situazioni e capirà che il metodo più efficace è proprio quello di evitare di combattere. Un bambino di 9 anni che ha percepito questi insegnamenti è sicuramente migliore anche del più esperto tra i combattenti.

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