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Origini del Karate

STORIA E ORIGINI DEL KARATE

La ricostruzione della storia del karate, non essendoci prove documentali incontrovertibili, lascia spazio ad una serie di teorie più o meno simili. La tesi maggiormente accreditata sulle sue origini porta nell'arcipelago delle isole Ryukyu, nello specifico, nell'isola di Okinawa, posta a sud del Giappone. Fondamentali sono state le influenze prima cinesi e poi quelle sotto la dominazione giapponese.

In Cina, intorno al 520 d.c. Daruma Taishi Bodhidharma, proveniente dall’India, creò un metodo di addestramento fisico, per incrementare la forza corporea e mentale dei monaci, sottoposti alle rigide discipline del monastero di Shao Lin Su. Questo metodo di allenamento, costituito da tecniche di combattimento senza armi e segrete tecniche di respirazione, si è poi perfezionato prendendo il nome di Shao Lin Su Kempo. Sembra che questa arte marziale “Shorin-ji Kempo” (tr. in giapponese) arrivò anche ad Okinawa, mischiandosi alle tecniche di combattimento già presenti, il Te-gumi ed il Kakuto-jutsu. Il Tegumi era una forma di lotta popolare, simile al Sumo. Il Kakuto-jutsu consisteva prevalentemente in pugni e calci, come nella Boxe thailandese. Questo metodo di combattimento, influenzato dall’arte del Kempo, venne chiamato To-De (唐手tr. mano cinese) e ribattezzato poi in Okinawa-Te (mano di Okinawa) e,infine, in kara Te (空手tr. mano vuota). Nelle Arti marziali, il termine “mano” ha il significato di “tecnica di combattimento”.

Intorno al XVI secolo, durante l'occupazione cinese prima e quella giapponese poi, fu proibito il possesso di qualsiasi arma. In tale contesto il karate trovò il suo massimo sviluppo. Inizialmente quest’arte era ad appannaggio dei soli nobili, praticata più come atto rappresentativo del rango. Tenuta segreta dai suoi adepti, veniva trasmessa da maestro a discepolo. Questo antico sistema, resta ancor oggi valido nella sua forma simbolica, infatti il miglioramento di un praticante è subordinato dal corretto insegnamento, il quale è inteso come il passaggio diretto di esperienze “da cuore a cuore” ovvero “da Maestro ad allievo”.

Nel XV secolo, il re di Ryu-kyu interdisce il possesso delle armi. Questo decreto potrebbe testimoniare il motivo per cui gli abitanti dell’Isola iniziarono a coltivare un metodo disarmato di autodifesa. Tale legge venne mantenuta dai signori giapponesi di Satsuma, quando occuparono l’isola intorno al XVII secolo. Stabilirono, inoltre, un sistema di suddivisione in caste, che comprendeva la nobiltà, i vassalli e i contadini. L’impoverimento dei vassalli nel secolo successivo, a causa della riduzione dei privilegi, li spinse ad intraprendere attività di artigianato, commercio e agricoltura. La gerarchia rigida delle caste venne pertanto profondamente intaccata. Si pensa che questa situazione creò le condizioni affinché l'arte dei nobili si sia diffusa negli altri strati sociali della popolazione. Per un vassallo, divenuto contadino, la pratica dell'arte diveniva il solo segno del suo antico privilegio e un motivo di fierezza per la sua famiglia.

Nel 1871 venne creata la Prefettura di Okinawa. Le isole Ryukyu, fino ad allora in stato di semi indipendenza e tributarie della Cina, vennero annesse al Giappone, ove era iniziata una fase di restaurazione che lo aveva trasportato dal feudalesimo alla democrazia. Anche Okinawa fu travolta da tali cambiamenti. Lo shogunato era finito. Vennero aboliti i diritti della classe dei Samurai, tra cui lo stipendio annuale, il diritto a portare con sé le due spade, il privilegio della tipica acconciatura dei Bushi. Le arti marziali che assecondarono tale periodo di riforme, vennero rese suggestive come “Vie mediante le quali gli uomini comuni possono costruirsi un’audacia fuori dal comune”.

Ad Okinawa, intorno al XIX secolo, si trovano tre principali scuole, Shuri-te, Tomari-te e Naha-te, concentrate nei villaggi da cui derivarono i nomi dei tre stili. Shuri-te fu la scuola di Matsumura, guerriero samurai(bushi), discendente da una nobile famiglia locale che aveva prestato servizio alla corte del re di Okinawa. Fu un grande maestro di To de. Tra i suoi allievi ricordiamo: Anko Asato, Anko Itosu, Kentsu Yabu, Chomo Hanashiro, Chotoku Kiyan. Alla sua morte le tecniche presero il nome di Okinawa te. Il Tomari-te fu un ramo dello Shuri-te. Il Naha-te designa la scuola dei cinesi, data la presenza della comunità cinese, composta da artigiani, artisti, commercianti e professionisti del villaggio di Kume. Questa scuola fu particolarmente influenzata dalle dottrine cinesi e taoiste sul controllo dell’energia (Ki/Chi).

Il Karate Shōtōkan è una derivazione dello Shuri-Te. Nel 1901 A. Itosu compì una svolta epocale per la diffusione del karate, introducendo quest'arte nell'educazione scolastica. Da un tipo di insegnamento individualizzato si passava ad una formazione di gruppo. Prese ispirazione dai metodi di formazione dei soldati, in cui un solo insegnante istruiva numerosi allievi impartendo un comando per ogni gesto da eseguire. Per rispondere alle nuove esigenze didattiche, il Maestro elaborò dei Kata, modificano gli antichi e creandone nuovi. Iniziò con “Naifanchi classico”, a seguire i cinque kata “Pinan” o “Ping-nan” chiamandoli “Naifanchi shodan, nidan e sandan e Pinan shodan, nidan, sandan, yodan e godan”. Vennero ordinati, secondo una gradazione indicata con il suffisso “dan”, catalogazione derivante dai kata di spada del Jigen-ryu. Il Maestro Funakoshi li trasformerà negli “Heian” dello stile shotokan.

È dal 1920 che si può iniziare a parlare di sviluppo del Karate moderno. Il Maestro Gichin Funakoshi, allievo dei Maestri Asato e Itosu, venne invitato a Tokio, dal Ministero dell'Educazione, a tenere una dimostrazione di karate. Era la prima manifestazione pubblica di To de fuori da Okinawa. Il pubblico rimase impressionato, soprattutto gli studenti universitari. Il Maestro Funakoshi, sommerso dalle richieste, decise di restare ad insegnare a Tokio. Dopo questa data, altri Maestri di Karate giunsero da Okinawa nel Giappone Centrale. Attorno al 1940 quasi tutte le maggiori università del Giappone avevano un settore sportivo dedicato al Karate.

Gli anni successivi, a causa della disfatta nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale, al bombardamento di Tokyo e allo scoppio delle due bombe atomiche, furono un periodo di grande crisi per tutte le arti marziali. Il Governo americano ne aveva proibito la pratica. Nel 1952, il Comando Strategico dell’Aviazione Militare degli USA inviò in Giappone un gruppo di giovani ufficiali e sottufficiali per studiare il Judo, l’Aikido ed il Karate, allo scopo di formare istruttori di educazione fisica. Da allora iniziarono ad arrivare i primi gruppi di praticanti, prima militari e in seguito semplici cittadini, sia dall’America che dall’Europa.

Nel 1957 si tenne il primo Campionato del Giappone di karate, patrocinato dalla Japan Karate Association (J.K.A.). A questo evento, seguì un torneo studentesco della Federazione Universitaria di Karate. Questi due eventi storici resero molto popolare il Karate. Fu allora che i dirigenti della J.K.A, il cui sogno era la diffusione del karate oltre i confini nipponici, decisero di inviare i loro migliori tecnici nel mondo. Nel 1964 nacque la prima Federazione mondiale di Karate, il cui intento di riunire i maggiori stili di Karate, mirava al controllo legale delle singole organizzazioni, alla stabilizzazione dei gradi ufficiali, garantendo e regolando la certificazione dei sistemi di istruzione e delle attività competitive.

Da allora l’evoluzione del karate non ha avuto sosta. Vari stili, varie scuole, molteplici federazioni si sono succedute nel corso di questi anni. Il divario principale ha visto la suddivisione del karate in due filoni. Quello sportivo, legato maggiormente agli aspetti agonistici, e quello tradizionale, che, pur non trascurando l’aspetto agonistico, ha cercato di mantenere un legame costante e solido con la tradizione. Qui sotto un breve schema riassuntivo per comprendere l’evoluzione, a livello di federazioni, del karate, stile Shotokan, in Italia.

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