Karate-Do

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STORIA E ORIGINI DEL KARATE

La ricostruzione della storia del karate, non essendoci prove documentali incontrovertibili, lascia spazio ad una serie di teorie più o meno simili. La tesi maggiormente accreditata sulle sue origini porta nell'arcipelago delle isole Ryukyu, nello specifico, nell'isola di Okinawa, posta a sud del Giappone. Fondamentali sono state le influenze prima cinesi e poi quelle sotto la dominazione giapponese.

Agli inizi dello sviluppo del Karate ad Okinawa, i Kata erano il metodo principale di insegnamento. In assenza di testi scritti, i kata rappresentavano il solo modo per trasferire, a pochi eletti e in forma segreta, la conoscenza da generazione in generazione. Un singolo Kata veniva praticato per anni ed un Maestro diventava competente in pochissimi Kata. Molti dei più grandi Maestri viaggiarono alla ricerca di altri Maestri per apprendere quanti più Kata possibile.

Nello stile Shotokan troviamo 26 Kata.I primi 15 kata classici furono tradotti in giapponese e codificati dal M. Funakoshi. In seguito sono stati aggiunti altri 11 kata.

Ogni Kata inizia e finisce con il saluto (Rei) che dimostra come il rispetto e la gratitudine siano le fondamenta della forza interiore del Karateka. Ogni tecnica è poi espressa con la corretta forma, dinamica, forza e velocità e, soprattutto, con il corretto spirito “Budō”. Tutti i kata sono strutturati secondo uno schema che prevede un determinato tracciato prestabilito (Enbusen).

Il kihon è lo studio formale delle tecniche fondamentali di difesa, di attacco e degli spostamenti su cui si basa il karate.

Le tecniche possono essere singole o messe insieme in una combinazione. Rappresentano una simulazione di un combattimento contro uno o più avversari. L’insegnamento del Kihon viene attribuito al Maestro G. Funakoshi.

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